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Oggi è l’anniversario del primo scambio di battute tra me e il mio amico A.

A. non vuole mai uscire, è allergico ad ogni genere di organizzazione del tempo e non riesce a prendere appuntamenti. Non ci viene mai con me a prendere un caffè o un the, non vuole accompagnarmi in libreria, alle mostre, al cinema, è molto difficile che lui accetti di programmare un qualsiasi incontro se non a dieci minuti dall’incontro. Se gli chiedo di connettersi per fare due chiacchiere, non mi risponde, se cambio i miei programmi per venirgli incontro, s’incazza, se gli chiedo consigli, spesso evita di darmeli.

Si può dire che A. sia il mio migliore amico.

A. mi dà consigli soltanto quando non glieli chiedo, esce soltanto quando è di buonumore per la paura di rovinare tutto, pretende che io non forzi i miei orari e i miei impegni per lui, si prende cura della nostra amicizia con minuscole attenzioni, impercettibili e incomprensibili per la maggior parte delle persone, e c’è soltanto quando sa di poter garantire trasporto.

Io e A. riusciamo a vederci soltanto un paio di volte al mese, certi giorni ci scambiamo mail che contengono soltanto dei segni di punteggiatura, e, per sopravvivere in questo mondo, abbiamo deciso di partecipare al folle esperimento che consiste nell’applicare il multitasking alla depressione. In questo modo proviamo a cavarcela nel lavoro, tra la gente, nel mare delle ambizioni altrui e delle paroleparoleparole.

Il mondo di A. è pieno di

immagini/visioni/fotogrammi/suoni/progetti/libri/intenzioni/dolori/intuizioni e io qualche volta sto bene solo perché riesco a farne parte. A. a volte è acido come lo yogurt, ma se lo prendo in giro per questo, capita che si metta a ridere. Vorrei dire tante altre cose, ma non ce n’è bisogno.

A. vuole sempre vedere i lavori della metro e mi ha detto che un giorno mi regalerà un giro in metro, da anagnina a cornelia.

A. mi odierà per questo post.

Buon anniversario, mio caro caro A.

PECORA NERA - da Shock Treatment, Karen Finley

Siamo pecore senza pastore
siamo pecore che hanno smarrito la via
siamo pecore senza prato
siamo pecore che prendono il sentiero
pericoloso sui pascoli di montagna per
raggiungere l’altra faccia della propria anima.

siamo le pecore nere della famiglia
il popolo delle pecore nere.
diciamo sempre ciò che pensiamo
apprezziamo le differenze culturali
crediamo nelle preferenze sessuali
non crediamo in nessun razzismo
in nessuna forma di sessismo
o fanatismo religioso
combatteremo per quello in cui crediamo
in genere siamo pagani.
Anche quando siamo circondati da
corpi
siamo sempre soli
e moriremo soli.
Noi popolo delle pecore nere
siamo diversi dalle nostre famiglie
per il modo in cui guardiamo il mondo

Siamo un capriccio della natura
Un capriccio del destino.
Di solito la nostra famiglia, la nostra città,
il nostro paese non ci comprendono.
Lo sapevamo da quando eravamo bambini
che non eravamo destinati a essere capiti.

Mia sorella mi dice - non ti capisco!
Ma io ho molte sorelle con me stanotte!
Mia madre dice - non so come si possa voler bene
a una come te!
Sei così diversa dagli altri!
Ma ci sono molte madri con me stanotte.
Mio padre dice - non so proprio come prenderti!
Ma io ho molti padri con me qui stanotte!

Nel nostro mondo, nel nostro tempio
della differenza
sono più sola che mai quando ho
qualcosa da festeggiare e cerco di
condividerlo con coloro che amo, e
che non mi ricambiano.
C’è sempre silenzio alla fine di ogni
telefonata.
C’è sempre silenzio alla fine di ogni
telefonata.

Il destino delle Pecore Nere non è
necessariamente quello di avere una
famiglia, di avere esistenze
preordinate.
Il destino delle Pecore Nere è dare
senso alla vita
essere angeli
avere coscienza
essere incubo
essere attori nei sogni.

Le Pecore Nere possono diventare una
famiglia per degli stranieri
Sappiamo amarci fra di noi come
madre padre sorella fratello figlio
Possiamo essere tutto per tutti
Sono disponibile alle tre e mezzo del
mattino se mi chiami
Stanotte sono qui perché non riesco a dormire.
Non ho un posto dove andare.
Sono una creatura della notte.
Viaggio nei tuoi sogni.
Ascolto i tuoi incubi.

Ti teniamo la mano
Siamo il tuo cuscino, il tuo ricevitore
il tuo tenero orsacchiotto.
Capisco il tuo dolore.
Vorrei alleviare il peso della tua sofferenza.
Vorrei alleviare il peso del tuo destino.
Vorrei alleviare il peso del tuo futuro.
Vorrei alleviare il peso della tua vita.
Vorrei alleviare il peso della tua morte.
Ma è sempre
Silenzio alla fine di ogni telefonata.
Silenzio alla fine di ogni telefonata.
Silenzio alla fine di ogni telefonata.

Il progetto è forte. Quindici blog oscurati* un giorno intero per ospitare Arrakis, documentario tributo ai luoghi e alle vittime del progresso industriale italiano. Questo blog vive come fondamentale il tema del lavoro e per questo partecipa al progetto in qualità di dirottatore**. All’immagine sottostante è linkato uno dei blog oscurati.

Tutto il resto di Arrakis è spiegato qui.

*i blog oscurati:

**per limitazioni tecniche i blog wordpress possono soltanto fungere da dirottatori.

out of action = fuori uso
out of all proportion = fuori da ogni misura
out of bounds = fuori dai limiti
out of breath = senza fiato
out of character = non appropriato
out of commission = fuori uso
out of commission = in disarmo
out of control = fuori controllo
out of date = adj scaduto
out of earshot = non a portata d’orecchio
out of fashion = fuori moda
out of focus = non a fuoco
out of form = fuori forma
out of funds = senza fondi
out of gear = in folle
out of hand = su due piedi
out of hearing = non a portata d’orecchio
out of it = fuori da (qualcosa)
out of it = fuori di testa
out of kilter = fuori uso
out of line = fuori linea
out of line = in disaccordo
out of line = esagerato (con parole o comportamento)
out of line with = non allineato con
out of luck = adj sfortunato
out of one’s mind = fuori di testa
out of order = adj guasto (non funzionante)
out of phase = fuori fase
out of place = fuori posto
out of proportion = non proporzionato
out of range = fuori misura
out of season = fuori stagione
out of shape = adj non in forma (sformato)
out of sight = fuori dal campo visivo
out of step = non al passo
out of style = fuori stile
out of the blue = inaspettato
out of the ordinary = fuori dall’ordinario
out of the running = non partecipante alla corsa
out of the way = fuori mano
out of the world = fuori dal mondo
out of this world = fuori da questo mondo
out of touch = non in contatto

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[from wordreference]

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Warhol vs. Banksy

10th of August until 1st of September, 2007

Exhibition location - The Hospital, 24 Endell St.
WC2H 9HQ, Covent Garden, London

Un consiglio per chi si trova da quelle parti. Quelli che invece sono alle prese con improbabili software o con l’ingombrante pensiero dell’avvento di settembre, non si sentano soli.

Bergman

Lo ricorderò, questo momento: il silenzio del crepuscolo, il profumo delle fragole, la ciotola del latte, i vostri visi colti su cui discende la sera, Michael che dorme sul carro, Jof e la sua lira… cercherò di ricordarmi quello che abbiamo detto e porterò con me questo ricordo delicatamente, come se fosse una coppa di latte appena munto che non si può versare, E sarà per me un conforto, qualcosa in cui credere.

da Il settimo sigillo

Cineuropa : Com’è nata l’idea del film, in particolare il personaggio di Claudia?

Marina Spada: Questo film è nato dall’osservazione della realtà, e dall’osservazione dell’osservazione della realtà, nel senso che il sentimento d’invisibilità che ognuno sente nel quotidiano determina un certo sguardo sul mondo.

Parlano di *questo*.

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Non sapere le cose, ma sentirle. Maneggiare un vuoto che è chilometri di silenzi, tonnellate di vita che mancano all’appello, scintille di cui non sai l’intensità, non è da tutti, non è da tutti. La mia solitudine è un’attesa perenne e goliardica, fatta di scherzi, sfottò e ironie, placebo per l’anima, opere, omissioni. Si accettano le lame, perché non si dovrebbe riuscire ad accettare tutto questo…

Qualche minuto e ritorno in me.