Ci sono tante cose di cui vorrei parlare, tante che non so come scegliere. Negli ultimi tempi sono stata muta più del solito ed ora sono costretta a fare assurde connessioni mentali, a fare voli pindarici, a fare dei gran casini insomma. Immagino allora un mappamondo come quello di Mafalda, e al posto dei luoghi da curare facciamo finta che ci siano degli argomenti da sorteggiare col dito…
C’erano una volta le riviste specializzate e le riviste di merda, oggi esiste XL. Questa enorme pubblicazione, partorita da una redazione a dir poco schizofrenica e che ha sulla coscienza buona parte della foresta amazzonica e sempre pronta a decretare, nella maniera più invitante e sbarazzina, la morte dello spirito critico, si propone di raggiungere una fetta di “lettori” appassionata di fumetti underground come alle boiate di Fabri Fibra, che ascolta con lo stesso identico trasporto Britney Spears e Dolores O’Riordan, una pubblicazione capace di sottotitolare un articolo dedicato a quest’ultima “Dolores O’Riordan: ho rischiato di diventare come Britney Spears”, cioè, non dico un senso, ma almeno una coerenza cronologica la vogliamo dare a certe affermazioni?! Andrea Pazienza scriveva: “Esistono persone al mondo che credono di poter barattare una intera via crucis con una semplice stretta di mano, o una visita ad un museo e che si approfittano della vostra confusione per passare un colpo di spugna su un milione di frasi”, credo non potrei mai esprimere meglio ciò che provo.
L’ultima bieca operazione che XL, e non solo, sta mettendo in essere (poco fa mi lamentavo del neogrunge in passerella, ho una sensibilità malata, ok, ma) è la rivisitazione, il revisionismo, la riesumazione IN CHIAVE POP di tutto il grunge, senza risparmiare il cadavere di Cobain e tutto ciò che è stata Courtney per il genere femminile. Il paragone che è toccato a Kurt è niente poco di meno che Eminem. Gelo. Per i lettori di XL i termini di questo paragone vanno, ovviamente, invertiti. Dalla recensione all’ultimo Eminem: “Sei uno dei personaggi più famosi del mondo. Eppure stai male: certo che è possibile. Lo insegna purtroppo Kurt Cobain. [...] I motivi per cui questi personaggi hanno avuto successo sono i medesimi: parlano alle rispettive generazioni con un’onestà e una schiettezza che nessun altro ha. Ma Eminem rispetto a Cobain possiede una cosa in più: gli amici”. Ammazzatemi. Vi prego.
Io sono di quelli che credono che oggi il giornalismo abbia una responsabilità culturale grandissima, forse più della famiglia o della scuola, che la descrizione pedissequa e neutrale della realtà non esista ed è subdolo far credere che sia perseguibile, che la smania di (in)trattenere le nuove generazioni sulla carta stampata crei dei mostri. Ebbene, spesso mi domando se un giornalista, consapevole di raggiungere un determinato target, lo senta o meno il peso delle proprie parole, la tremarella non lo prende quando si trova a mettere insieme i concetti?
Ricorro di nuovo al mappamondo (mappaFondo?): omofobia. In questa notte in cui l’homepage di Repubblica.it mantiene congelato come primo titolo “Nell’Unione scontro sui gay”, io non posso fare altro che lasciare qui per me, e per chiunque ne abbia bisogno, un promemoria di cose che io voglio tener bene a mente se il nove maggio del duemilasette una classe politica ancora si intimidisce a discutere di omosessualità. O forse potrei offrire un servizio più utile lasciando alcune note per chi in futuro si ritroverà a riesumare ennesimamente Cobain. Vediamo chi ha il coraggio di riportarle in un pezzo:
1. Ho seri problemi con il maschio medio - tipo operaio nerboruto - perché ha sempre rappresentato una minaccia per quelli come me. Mi sono quasi sempre dovuto confrontare con questi tipi, che a scuola mi minacciavano e mi picchiavano, ma si finiva sempre per girargli intorno perché ci si aspettava di diventare come loro, da grandi. Mi sento decisamente più vicino alla componente femminile che a quella maschile, soprattutto se si pensa all’idea che c’è in America del maschio, dell’uomo. dai Diari
2. Lo sapevate cosa ci scriveva lui sui muri da giovane? Dio è gay e lo sono anch’io.
3. Cobain ha sempre avuto a cuore la causa omosessuale: ha favorito la rivista gay The advocate con delle interviste, dove ha dichiarato di aver pensato di essere gay, di esserlo sicuramente nello spirito, di poter essere bisessuale, ha indossato abiti femminili in scatti fotografici e ha anche dichiarato dubbi sulla sua sessualità.
4. I Nirvana non si rivolgono alla gente di plastica che vive a Beverly Hills, o al gregge di giovani pecore che pascola nei McDonalds: noi vogliamo parlare a persone vere e vive, vogliamo avere per interlocutori individui autentici alle prese con la realtà quotidiana.Per cui, è ovvio che nelle nostre canzoni sono presenti tematiche vicine al vissuto, come ad esempio l’uso li stupefacenti, così come i problemi delle donne o la questione-gay. Estratto da un’intervista. Inoltre è di Richard Steep un piccolo saggio intitolato Anti-macho rock in cui si fa presente, per chi non lo sapesse, che Cobain aborriva l’aggressività degli uomini, che si era speso oltre che per la causa omosessuale anche per quella femminile, scrivendo canzoni sullo stupro e sostenendo il diritto all’aborto oltre che il diritto a…fondare una band!
Potremmo raccontare cose del genere ai ragazzini, oggi come oggi, piuttosto che sprecare il tempo alla ricerca di improbabili paragoni, no? Se è legittimo scrivere che
davvero mi vien voglia di scrivere sui muri Dio è gay!
5 Commenti
Xl è perniciosa proprio per i motivi che hai scritto. Sputtana tutto banalizzando con un metodo di copia e incolla mettendo vicino nicchie ristrettissime e cultura di massa in un frullatore osceno, la ricerca del ‘carino’ del cool a tutti i costi, banalizzando e patinando… questa volta c’è finito Cobain ma non è il primo purtroppo…
Esatto, mi trovi d’accordo. Ho cercato di dirlo meglio che potevo, sebbene emergano certe fissazioni, ossessioni su cui la mia ipersensibilità si scatena, eheh!
innanzitutto lascia che ti somministri 20 cc di morfina che stai troppo agitata poi fammi dire che mi hai fatto morire!
è valsa aspettarti per leggerti ancora, bellissimo post… “Ammazzatemi. Vi prego.”
hihi
Sono contenta Marv! troppo agitata, è vero, ma almeno non un vegetale come negli ultimi tempi. Appena ci vediamo LIVE voglio sapere cosa ne pensi anche tu di queste cose. Dai! però prepara la morfina, che tu sai come posso animarmi…ahahah! :)
Anche Gesù è gay.
Ma il motivo è semplice, se Dio è ogni cosa, se Gesù è fatto a sua immagine a somiglianza, così come noi, allora tutto è molto molto gay.
Potrebbe spiegarsi il motivo per cui mi piacciono i pantaloni da donna della Freddy, per esempio.
Per il resto, buon post.
Alla prossima :)
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