Archiviazioni mensili: Dicembre 2006

Il mese di dicembre è sempre carico di anomale speculazioni urbane. Le luci e gli addobbi in stile Las Vegas, l’inquinamento acustico e la condizione di perenne sfasamento da festività imminente, oltre ad essere disastrosi per il metabolismo mentale quotidiano, gravano su giornate che sono ancora piene di lavoro, di responsabilità, di impegni a cui dar conto. La preziosa settimana di ferie viene immolata in nome della pagana ipercinesi generale. Le scadenze raddoppiano in numero, si accavallano, scalciano e nell’impetuoso flusso mi ritrovo a nuotare controcorrente, le mie reazioni sono uguali e contrarie all’intensità degli stimoli esterni. Gli ultimi giorni prima dell’armistizio tra il consumismo e le nostre deboli esistenze sembrano infiniti e la mia socialità è tutto quel che riesce a passare tra le maglie di una fitta fitta insofferenza.

Io volevo una vita sganciata dal bene e dal male
perché nemmeno il bene doveva avere un nome.
Fosse un’essenza pura come l’aria di montagna
che alimenta i polmoni di rapaci e di santi.

Il giudizio (o condanna) dovrebbe essere implicito
Se ci vuole La Legge ognuno rispetti la sua
e vada leggerissimo, portando con sé
un tribunale di foglie intrecciate.

Maria Luisa Spaziani
da La luna è già alta

La luna piena mi rende più irritante oppure rende irritante tutto ciò che mi sta intorno, non so. E’ uscito questo dvd dei Nirvana, il dvd che tutti hanno aspettato per tanto tempo, ma che poi non hanno aspettato più, almeno io non ne ho voluto più sapere. E adesso la promozione e gli spezzoni su Mtv e Courtney Love coi suoi diari…mi prende male, mi prende male.

Ho tutti i sintomi dell’overdose storica, quella teorizzata da Coupland: sembra accadere troppo, senza che nulla accada davvero.

Per riesumare gli anni sessanta hanno aspettato trent’anni, ma la storia e gli individui a quanto pare preferiscono abbandonare la ciclicità per adottare ben più moderne dinamiche. L’esponenzialità, ad esempio, che autorizza Iodonna del Corriere a parlare di NeoGrunge dopo appena 10 anni dagli ultimi rantoli di Grunge. (Gli indici di crescita del prodotto interno lordo cinese, a quanto pare, sono stati culturalmente influenti.)

Passo sopra a tutto questo per necessità mentale e anche perché la stessa necessità mentale mi evita di dover affrontare un passaggio successivo, ovvero il senso di impotenza. Altrimenti avrei percepito diversamente il fatto che non si parlava di NeoGrunge per etichettare un movimento musicale, ma dei capi di abbigliamento: parliamo di un redazionale di moda, signori, un redazionale di moda sul NeoGrunge…mentre il cadavere di Kurt Cobain è ancora caldo.

[la connessione precaria mi impedisce di curare la stesura, l'ipertestualità e le emozioni: scrivo di getto e me ne vergogno, ma i commenti sono aperti a chiunque abbia provato la stessa irritazione grezza, sporca, grunge.]

Il sabato in piazza per Silvio, la domenica a vedere Warhol in mostra. Ci può anche stare e lo saprebbe spiegare meglio Warhol di qualsiasi analista politico, ma la soglia di sopportazione può abbassarsi pericolosamente se:

1) a due centimetri da me, una donna impellicciata e incartapecorita, alla proiezione di un video in cui compaiono Warhol e il mio adorato Basquiat che parlano dei locali più in voga di New York, osa rivolgersi così al minuscolo coniuge:

- Questo Andy Warhol però era rachitico…

Risposta:

- L’hai sentita la signorina, siamo nel periodo in cui era terrorizzato.

2) o ancora:

- Chi sarà quello negro?

Risposta:

- Non so, forse uno dei condannati a morte delle foto che c’erano nell’altra sala.

Temerari e impavidi i Rockfeller. Non avessi avuto la salivazione azzerata dai troppi profumi se la sarebbero passata brutta i due. Giuro.

 

[la sai l'ultima?]

Valentino dedica la sua nuova linea a Jean Michel Basquiat, forse ai due incartapecoriti berlusconiani poteva bastare di sapere questo. Altro che guida e commentino audio della mostra…