Prima o poi è al lavoro che consegnerai la tua giovinezza, i tuoi sogni, le tue illusioni. Questo lo sai. Ti terrai qualcosa per te e inizierai a vivere ogni volta che smetterai di lavorare. Poi un giorno, succede che la tua giovinezza, i tuoi sogni, le tue illusioni, se li prende il padrone. Quello che succede dopo è che devi fare posto alla paura, scaricando qualche progetto, qualche sogno. Fai posto al tuo nuovo sguardo, nuovo e strano. Soprattutto fai posto a una crepa che non ci doveva essere. Da qualche parte, sul tuo corpo. Una ferita. Il regalino, di cui non ti potrai disfare, del corpo a corpo col nemico che non sapevi di avere. Succede, quando sul tuo cartellino è stampata ogni giorno l’ora di inizio e fine della tua guerra.
dall’introduzione de iQuindici a
Ferita di Guerra - Giulia Fazzi
6 Commenti
?
dica…dica… :)
Proprio vero: una guerra.
Per molti, purtroppo, persa in partenza.
Ciao, cara.
:) Daniele, cari saluti anche a te!
Un salutino a te, dalla pancia fredda di una notte di inizio inverno. Io aspetto natale come se a dover rinascere fossi io, sempre io, ancora io. Egocentrico e pure un pò blasfemo, ma tant’è =)
Ah… ho cancellato i commenti dell’ultimo post, in mezzo c’era anche il tuo e m’è dispiaciuto non essermene accorto subito… però puoi sicuramente comprendere l’impulsività del gesto. Ecco, niente di che, volevo dirtelo.
E presto voglio risentirti in chat,eh, per essere aggiornato su tutto, ok?
Ancora un bacio :**
Reg
Reg caro, l’altro giorno leggevo le poesie della Spaziani ed un verso in particolare mi ha colpita: “meglio marcire, come tutto, o meglio servire, essere belli in altra forma?”. Quando ho letto il tuo commento ho pensato a questo verso…
Certo che capisco l’impulso. ;) Avrò tante altre parole per te. :)
A presto.
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